Agosto 26, 2020 - COVID-19: come comportarsi con i lavoratori in rientro dall’estero

Gentili clienti,

riprendendo le ultime disposizioni impartite dal Ministero della Salute, riportiamo una serie di informazioni per i Datori di Lavoro che  ricevono lavoratori rientranti da Paesi esteri dopo il periodo di ferie.


Le prescrizioni sono aggiornate al 14 agosto 2020. In allegato alla presente trasmettiamo anche un avviso  che potreste consegnare e/o trasmettere ai Vs Lavoratori allo scopo di informarli sulle nuove disposizioni 


 


 


 SE IL LAVORATORE RIENTRA DA UN PAESE DELL’AREA SCHENGEN


Sono liberamente consentiti gli spostamenti per qualsiasi ragione da e per i seguenti Stati:



  • Stati membri dell’Unione Europea (oltre all’Italia, sono Stati membri della UE: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria)

  • Stati parte dell’accordo di Schengen (gli Stati non UE parte dell’accordo di Schengen sono: Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera)

  • Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord

  • Andorra, Principato di Monaco

  • Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano.


È obbligatoria la quarantena per tutti i cittadini che nei 14 giorni precedenti all’arrivo in Italia abbiano soggiornato in Romania e Bulgaria.


I Cittadini che nei 14 giorni precedenti all’arrivo in Italia abbiano soggiornato in Croazia, Grecia, Malta e Spagna, devono:



  • presentare alle autorità competenti una certificazione attestante che, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, si siano sottoposti a un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone con esito negativo


oppure



  • sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ove possibile, ovvero entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento. In attesa di sottoporsi al test presso l’azienda sanitaria locale di riferimento si deve osservare l’isolamento fiduciario presso la propria abitazione o dimora.


inoltre devono:



  • comunicare immediatamente il proprio ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, anche se asintomatici.

  • segnalare con tempestività la situazione all’Autorità sanitaria, in caso di insorgenza di sintomi COVID-19, attraverso i numeri telefonici dedicati e sottoporsi ad isolamento fiduciario.


 SE IL LAVORATORE RIENTRA DA UN PAESE NON EUROPEO


L’ingresso in Italia da Stati non facenti parte dell’UE e/o dell’accordo di Shengen continua ad essere consentito, con obbligo di motivazione, solo per:



  • comprovate esigenze lavorative

  • di assoluta urgenza

  • motivi di salute

  • comprovate ragioni di studio

  • rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.


 È consentito in ogni caso senza dover specificare alcuna motivazione l’ingresso nel territorio nazionale di:



  • cittadini di Stati terzi residenti nei seguenti Stati e territori (white list): Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda,  Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay (Montenegro e Serbia dal 16 luglio sono stati inseriti nella lista dei Paesi a rischio con divieto di ingresso e transito in Italia; dal 30 luglio chi proviene dall’Algeria ha l’obbligo di motivare l’ingresso in Italia)

  • cittadini di Stati terzi soggiornanti di lungo periodo ai sensi della direttiva 2003/109/CE del Consiglio, del 25 novembre 2003, nonché di cittadini di Stati terzi che derivano il diritto di residenza da altre disposizioni europee o dalla normativa nazionale e dei rispettivi familiari.


(Fatte salve le restrizioni per chi proviene o transita dai Paesi a rischio)


Resta comunque l’obbligo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario per tutte le persone fisiche che facciano ingresso in Italia da Stati o Paesi esteri diversi da quelli facenti parte dell’Unione Europea.


E’ consentito soltanto fare, nel minore tempo possibile, il percorso per recarsi a casa o nella diversa dimora individuata come luogo dell’isolamento. In questo tragitto non è consentito usare mezzi di trasporto pubblico ma è consentito il noleggio di autovetture e l’utilizzo di taxi o il noleggio con conducente. Tuttavia, chi entra o rientra in Italia dall’estero per motivi di lavoro, salute o assoluta urgenza può rinviare fino a 120 ore l’inizio dell’isolamento fiduciario.


Esistono delle eccezioni, ovvero categorie di cittadini che, pur provenendo da Paesi che lo richiederebbero, non hanno l’obbligo di quarantena al momento dell’ingresso nel nostro Paese. Tra questi, il personale sanitario, il personale di mezzi di trasporto e i funzionari dell’Ue ( elenco completo sul sito del Ministero degli esteri).


 


ARRIVO DA PAESI A RISCHIO


Dal 9 luglio 2020 è vietato l’ingresso in Italia alle persone che, nei 14 giorni antecedenti, hanno soggiornato o sono transitate per uno dei seguenti Paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kosovo, Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Montenegro, Oman, Panama, Perù, Repubblica dominicana, Serbia. Il divieto non riguarda i cittadini italiani, di uno Stato UE, di un Paese parte dell’accordo di Schengen, del Regno Unito, di Andorra, del Principato di Monaco, della Repubblica di San Marino o dello Stato della Città del Vaticano e i loro stretti familiari (discendenti e ascendenti conviventi, coniuge, parte di unione civile, partner stabile), a condizione che siano residenti anagraficamente in Italia da data anteriore al 9 luglio 2020. Ulteriore deroga è prevista per i funzionari e gli agenti, comunque denominati, dell’Unione europea o di organizzazioni internazionali, gli agenti diplomatici, personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, funzionari e impiegati  consolari, personale militare nell’esercizio delle loro funzioni. Le categorie esentate dal divieto di ingresso devono comunque sottoporsi al periodo di quarantena.


Dal 13 agosto è vietato l’ingresso in Italia anche alle persone che, nei 14 giorni antecedenti, hanno soggiornato o sono transitate in Colombia.


Fanno eccezione al divieto di accesso e all’obbligo di quarantena l’equipaggio di mezzi di trasporto, personale viaggiante di mezzi di trasporto che esclusivamente per motivi di lavoro entrano in Italia, per un massimo di 120 h o per un transito massimo di 36 ore per chi proviene da:



  • Serbia

  • Kosovo

  • Macedonia del Nord

  • Bosnia Erzegovina

  • Montenegro


 


QUANDO NON È PERMESSO L’INGRESSO IN ITALIA



  • diagnosi di positività per Covid-19 nei 14 giorni precedenti al viaggio;

  • presenza anche di uno solo dei sintomi rilevanti per COVID-19 negli 8 giorni precedenti il viaggio:


    • febbre ≥ 37,5°C e brividi

    • tosse di recente comparsa

    • difficoltà respiratorie

    • perdita improvvisa dell’olfatto, perdita o alterazione del gusto

    • raffreddore o naso che cola

    • mal di gola

    • diarrea (soprattutto nei bambini)


  • contatto stretto (es. meno di 2 metri per più di 15 minuti) con un caso positivo confermato di COVID-19 nei 14 giorni precedenti il viaggio;

  • aver soggiornato, nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia, in Stati o territori esteri diversi da:


    • Stati membri dell’Unione Europea: oltre all’Italia, sono Stati membri della UE: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria

    • Stati non UE parte dell’accordo di Schengen: Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera

    • Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord

    • Andorra, Principato di Monaco

    • Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano

    • Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Corea del Sud, Thailandia, Tunisia, Uruguay.



L’ingresso in Italia è comunque permesso ai cittadini UE/ITALIANI/Schengen pur avendo soggiornato in paesi terzi, con obbligo di quarantena e senza l’obbligo di presentare alcuna motivazione.


 


 


CONSULTA



Scarica



  • Chiunque entra in Italia da qualsiasi località estera è tenuto a consegnare al vettore o alle forze di polizia in caso di controlli una autodichiarazione:  modello scaricabile del Ministero della Affari esteri e della Cooperazione internazionale (aggiornato 16 luglio 2020)


 


Crociere


Possono riprendere i servizi di crociera da parte delle navi passeggeri di bandiera italiana dal 15 agosto 2020 nel rispetto delle  linee guida allegate al DPCM 7 agosto 2020.


 


PROTEGGI TE STESSO E GLI ALTRI


Ecco le principali raccomandazioni e misure di sanità pubblica per chi entra in Italia.



  • Mantenere una distanza di sicurezza interpersonale di almeno 1 metro sia in luoghi all’aperto che al chiuso

  • Applicare le misure di prevenzione igienico sanitaria:

  • lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone o con soluzioni idroalcoliche

  • evitare il contatto ravvicinato con altre persone incluso abbracci e strette di mano

  • coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce, starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie

  • evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri

  • non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani

  • non assumere farmaci antivirali e antibiotici, se non prescritti dal medico

  • Usare protezioni delle vie respiratorie (mascherine)
    nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi mezzi di trasporto, e in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuamente il mantenimento della distanza di sicurezza.
    Non sono soggetti all’obbligo delle mascherine:

  • i bambini al di sotto di 6 anni

  • le persone con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo delle  mascherine ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti

  • E’ vietato l’assembramento.

  • In alcune occasioni potrà essere misurata la temperatura corporea (es. in alcuni negozi, hotel, uffici pubblici, ristoranti, ecc.).

  • Tenere un diario di viaggio con luoghi visitati, compagnie frequentate e relative date.

  • E’ possibile scaricare sul proprio cellulare la  App IMMUNI, che, se correttamente utilizzata, invia una segnalazione nel caso di un possibile contatto con una persona positiva, e offre ulteriori informazioni. Per assistenza App chiamare n. verde 800 912491.


 


COSA FARE SE COMPAIONO SINTOMI COMPATIBILI CON COVID-19 MENTRE SI È IN ITALIA



  • Avvertire immediatamente il Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Locale (ASL)

  • tramite il personale delle strutture ricettive, che è tenuto a favorire l’accesso ai servizi sanitari;

  • chiamando il numero verde di prevenzione regionale della ASL di competenza, i cui  numeri possono essere rintracciati sul sito del Ministero della Salute

  • In caso di sintomi gravi contattare il numero di emergenza nazionale 112.

  • Evitare di recarsi direttamente al Pronto Soccorso.

  • Indossare una mascherina chirurgica.

  • Avvisare la reception della propria condizione di salute in modo che possa attuare le appropriate misure di protezione nei confronti del personale e degli altri ospiti.

  • Ove possibile, trasferirsi in una stanza singola con bagno dedicato.

  • Rimanere nella propria stanza con la porta chiusa, garantendo un’adeguata ventilazione naturale.

  • Rispettare il divieto assoluto di mobilità, seguendo le indicazioni del personale sanitario.

  • Evitare i contatti con altri turisti e con il personale della struttura ricevente per quanto possibile.

  • Lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone e applicare le altre misure di prevenzione igienico-sanitaria.

  • Tossire e starnutire direttamente su di un fazzoletto o nella piega del gomito ed eliminare i fazzoletti riponendoli entro due sacchetti resistenti chiusi (uno dentro l’altro).

  • Essere reperibile ai contatti quotidiani dell’operatore di sanità pubblica che monitora la sorveglianza.

  • Evitare l’assunzione di farmaci senza prescrizione del medico.


 


COME USARE CORRETTAMENTE I MEZZI DEL TRASPORTO PUBBLICO



  • Acquistare ove possibile i biglietti in formato elettronico.

  • Mantenere sempre la distanza di 1 metro per tutta la durata del viaggio.

  • Sedersi solo nei posti consentiti e indicati da apposita segnaletica.

  • Indossare sempre la mascherina per proteggere naso e bocca.


 


COME PARTECIPARE IN SICUREZZA AD ATTIVITÀ SPORTIVE, RICREATIVE E CULTURALI



  • Indossare sempre la mascherina per proteggere naso e bocca nei luoghi affollati e al chiuso.

  • L’accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici è condizionato al rigoroso rispetto del divieto di assembramento.

  • L’accesso ai luoghi di culto avviene con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone.

  • Il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura è consentito mantenendo il dovuto distanziamento.

  • Sono sospese le attività di centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali e centri sociali.

  • E’ consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, sempre nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività, salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti.


 


Chiama



 


 




Allegati:
avviso_per_i_lavoratori_250820.docx


Giugno 01, 2020 - RIAVVIO ATTIVITA' FORMATIVE IN PRESENZA

CIRCOLARE ORDINANZA REGIONE LOMBARDIA 555 DEL 29-05-20: RIAVVIO ATTIVITA' FORMATIVE IN PRESENZA


Gentili Clienti,


a seguito degli ultimi provvedimenti normativi emanati con l'Ordinanza n. 555 del 29 maggio 2020, della Regione Lombardia, in vigore a far data dall'1 giugno 2020, sono state introdotte le indicazioni in materia di  formazione obbligatoria in tema di salute e sicurezza sul lavoro, erogata ai sensi del D.Lgs. 81/2008.


Nello specifico è consentita  la possibilità di realizzare in presenza le attività formative non esercitabili a distanza previa organizzazione degli spazi, tale da ridurre al massimo il rischio di prossimità e di aggregazione, e a condizione che vengano adottate le misure organizzative di prevenzione e protezione previste dalla scheda “Formazione Professionale” di cui all'allegato 1 dell'Ordinanza .


Al fine di ottemperare a quanto richiesto nella suddetta Ordinanza, la nostra società ha elaborato un preciso Protocollo Emergenza Covid-19 per le attività formative (in allegato alla presente) da seguire nell'attuazione del corsi in presenza, inoltre a ogni corsista e docente verrà fornito di un opuscolo che illustra il corretto comportamento da tenere.


Resta ferma la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza, modalità che si ritiene applicabile anche alla formazione obbligatoria prevista dal Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e disciplinata dagli Accordi in sede di Conferenza Stato-Regioni.


Pertanto, fino al termine dell’emergenza, l’eventuale formazione a distanza effettuata mediante collegamento telematico in videoconferenza tale da assicurare l'interazione tra docente e discenti (ciascuno in solitaria, essendo esclusa qualsiasi forma di aggregazione in tale ambito, e fermo restando il limite massimo di soggetti partecipanti) si ritiene equiparata a tutti gli effetti alla formazione in presenza, risultando così idonea a soddisfare gli adempimenti formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Con queste modalità, la registrazione delle presenze in entrata e uscita avverrà mediante registro elettronico o sotto la responsabilità del docente, così come l’effettuazione del test finale di apprendimento, ove previsto.


Nell'occasione ci teniamo ad informarvi che, in linea con l'Ordinanza in oggetto , la Scrivente oltre ad aver riattivato i corsi in presenza si è organizzata anche per l'erogazione dei corsi di formazione in videoconferenza .


A questo proposito si precisa che la formazione di cui al D.Lgs 81/08 che necessita interamente di uno svolgimento pratico (es. la formazione per montaggio e smontaggio dei ponteggi, la formazione per gli addetti ai lavori in sospensione su fune) verrà interamente svolta in presenza.


Si svolgeranno invece in modalità mista tutti i corsi strutturati con parti pratiche e teoriche che possono essere scisse (es. corso di primo soccorso, corso anticendio e i corsi per i conduttori di determinate attrezzature di lavoro) e, nella fattispecie, saranno svolti in modalità di FAD sincrona (aula virtuale) i moduli teorici dei corsi, mentre saranno svolte in presenza i moduli pratici degli stessi.



Allegati:
ps_covid_19_sef_formazione_01-06-20.pdf


Maggio 14, 2020 - Obbligo di misurazione della temperatura

Obbligo di misurazione della temperatura- Misure urgenti di contenimento del contagio in Regione Lombardia Ordinanza Regione Lombardia n 546 del 13-05-20

 

Gentili Clienti , 

con la presente ci teniamo ad informarvi  che l'Ordinanza in oggetto ha disposto per tutte le attività lavorative  l'obbligo di adozione delle seguenti misure : 

 

"I datori di lavoro osservano le seguenti prescrizioni:


a) il personale prima dell’accesso al luogo di lavoro deve essere sottoposto al controllo della temperatura corporea da parte del datore di lavoro o suo delegato. Tale previsione deve essere altresì attuata anche qualora durante l’attività il lavoratore dovesse manifestare i sintomi di infezione respiratoria da COVID – 19 (es. tosse, raffreddore, congiuntivite). Se tale temperatura risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito l'accesso o la permanenza ai luoghi di lavoro. Le persone in tale condizione saranno momentaneamente isolate e non dovranno recarsi al Pronto Soccorso e/o nelle infermerie di sede. Il datore di lavoro comunicherà tempestivamente tale circostanza, tramite il medico competente di cui al D.L. n.81/2008 e/o l’ufficio del personale all’ATS territorialmente competente la quale fornirà le opportune indicazioni cui la persona interessata deve attenersi.
b) Si raccomanda fortemente la rilevazione della temperatura anche nei confronti dei clienti/utenti, prima dell’accesso. Se tale temperatura dovesse risultare superiore a 37,5°, non sarà consentito l'accesso alla sede (...) "

 

alla luce di quanto sopra riportato vi raccomandiamo di aggiornare il Vs protocollo nella parte riguardante la misurazione della temperatura dei lavoratori





Aprile 25, 2020 - Protocollo sicurezza 24 aprile 2020

Protocollo sicurezza 24 aprile 2020


Gentili clienti, Ieri è stata sottoscritta l’integrazione al Protocollo del 14 marzo u.s. “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”.


 


Il nuovo Protocollo ribadisce, in primo luogo, che “La prosecuzione delle attività produttive può avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione. La mancata attuazione del Protocollo che non assicuri adeguati livelli di protezione determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza”.


 


In sintesi, gli aspetti più rilevanti del nuovo Protocollo riguardano:



  • si conferma che la misura della temperatura deve avvenire prima dell’accesso al luogo di lavoro, la misura è facoltativa e se la temperatura risulta superiore ai 37,5°, non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro;

  • è obbligatorio l’utilizzo di mascherina per i lavoratori che condividono spazi comuni;

  • è necessario rimodulare gli spazi di lavoro al fine di favorire il massimo distanziamento tra i lavoratori;

  • alla ripresa delle attività è opportuno che sia coinvolto il medico competente per l’identificazione dei soggetti con particolari situazioni di fragilità.


 


Al fine di venire incontro aile esigenze formative dei nostri clienti in questo momento di emergenza sanitaria, abbiamo messo online nella nostra area e-learning dei corsi specifici sul rischio Covid-19  dove vengono trattate le procedure anticontagio, la sanificazione degli ambienti di lavoro ed il corretto uso dei DPI.



Allegati:
integrazione_protocollo_cornavirus_24-04-20.pdf


Aprile 15, 2020 - ANNULLAMENTO CORSI

Gentili clienti


Vi comunichiamo che, a seguito delle disposizione decise dal Governo, per far fronte all'emergenza sanitaria relative al COVID-19 , tutti i corsi di formazione programmati fino al 5 Maggio verranno annullati.


Ci scusiamo per il disagio arrecatovi.


#iorestoacasa


È possibile approfittare della disponibilità di tempo ed effettuare la formazione, nonostante la situazione di emergenza attuale, senza rinunciare alla qualità dei servizi erogati dalla nostra organizzazione. Si ricorda che anche il Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid 19 negli ambienti di lavoro, siglato dalle parti sociali su invito del Governo, favorisce la formazione in modalità e-learning.


Vi invitiamo quindi a consultare la sezione del nostro sito relativa ai corsi e-learning


 






Marzo 30, 2020 - Smart Working - Sicurezza Informatica

Gentile cliente


l’emergenza coronavirus ha contribuito a “sdoganare” lo smart working. In molti casi, tuttavia, visto lo stato di contingenza, le aziende potrebbero non aver prestato la dovuta attenzione agli aspetti legati alla cyber security e alla protezione dati personali.


Le aziende più “strutturate” che hanno già adottato un regime di smart working, hanno strumenti per rispondere pienamente a tutte le necessità di questa modalità lavorativa. Hanno cioè dotato i dipendenti di dispositivi appositamente predisposti, con applicativi pronti per una fruizione remota, dispositivi telefonici virtuali (software) adeguati allo scopo, se non finanche di portali per la gestione del tempo lavorativo (rilevazione presenze, ecc.), in un contesto gestito in modo formalmente ineccepibile.


Molte altre aziende, invece, hanno sperimentato il ricorso all’attività lavorativa in remoto in casi sporadici e non l’hanno pertanto mai regolamentata a sufficienza, dal punto di vista informatico, pensando, cioè, ai risvolti di sicurezza e all’uso di strumenti idonei.


I più stanno, quindi, spingendo i dipendenti all’attività in smart working senza avere idea di come affrontare in modo serio la questione, mettendo di fatto a rischio i dati aziendali.


 


L’ENISA, l’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione, ha reso disponibili alcune raccomandazioni per datori di lavoro e dipendenti utili in caso di smart working e telelavoro.


Il rispetto di queste raccomandazioni per una maggiore sicurezza dei sistemi informatici a disposizione, permetterà di raggiungere un livello soddisfacente di sicurezza, quando si lavora a distanza.


 


1. Raccomandazioni per i datori di lavoro



  • · accertatevi che le caratteristiche tecniche e le protezioni della rete VPN aziendale siano in grado di sostenere un elevato numero di collegamenti simultanei

  • · mettete a disposizione un sistema di videoconferenze per i clienti aziendali, con capacità audio e video

  • · tutti gli applicativi aziendali devono essere accessibili solo tramite canali di comunicazione cifrati, come ad esempio SSL VPN e IPSec VPN

  • · l’accesso alle applicazioni deve essere salvaguardato utilizzando sistemi di autentica a più fattori

  • · impedite il collegamento diretto ad Internet di interfacce remote di accesso al sistema, come RPD

  • · si raccomanda di usare sistemi di autentica mutua in fase di accesso a sistemi aziendali, vale a dire client to server e server to client

  • · per quanto possibile, fornite apparati informatici aziendali ai dipendenti in smart working. Prima di consegnarli, accertatevi che il software di sicurezza sia aggiornato e che tutti i dipendenti si accertino di effettuare regolari e tempestivi aggiornamenti afferenti alla sicurezza. Si raccomanda anche di avere a disposizione uno schema rapido di sostituzione di apparati in avaria

  • · apparati personali utilizzati come BYOD - bring your on device, come laptop aziendali e smartphone, devono essere verificati a livello di sicurezza, utilizzando appropriate piattaforme,

  • · accertatevi che vi siano sufficienti risorse IT per offrire assistenza ai dipendenti in smart working o rimediare tempestivamente a problemi tecnici

  • · accertatevi di aver aggiornato le procedure per fronteggiare incidenti afferenti alla sicurezza e violazione dei dati e che i dipendenti siano stati aggiornati su questi temi

  • · accertatevi che ogni trattamento di dati effettuato nel contesto di smart working sia conforme alle vigenti disposizioni afferenti alla protezione dei dati personali


2. Raccomandazioni per i dipendenti in smart working



  • · se possibile, utilizzate computer aziendali invece che computer personali. Per quanto possibile, non svolgete sullo stesso computer attività di smart working e attività personali; fate particolare attenzione a qualsiasi messaggio di posta elettronica che faccia riferimento al coronavirus

  • · collegatevi via Internet utilizzando una rete sicura; evitate reti aperte o gratuite. In genere, i moderni sistemi Wi-Fi a casa sono sufficientemente sicuri, ma potrebbero essere presenti installazioni meno recenti e meno sicure. Quando la connessione non è sicura, una persona che si trova nelle vicinanze può accedere alla rete e può non solo monitorare il vostro traffico, ma anche alterarlo. Il rischio aumenta per il fatto che un lungo periodo di utilizzo della rete domestica accresce la possibilità di intercettazione. Accertarsi di avere sempre attivato gli applicativi di criptografia, debitamente aggiornati

  • · evitate, per quanto possibile, lo scambio di informazioni critiche aziendali attraverso posta elettronica, smistata su reti non sicure

  • · per quanto possibile, usate risorse intranet aziendali per scambiare file di lavoro

  • · fate particolare attenzione a qualsiasi messaggio di posta elettronica, che fa riferimento al coronavirus, in quanto in questi messaggi si possono celare tentativi di phishing o di truffe informatiche di vario tipo. In caso di dubbio, prendete sempre contatto con il responsabile della sicurezza informatica aziendale

  • · i dati che vengono scaricati su archivi di memoria locali devono essere sempre crittografati, come protezione da furto o perdita dell’apparato

  • · mantenete sempre aggiornato ogni applicativo antivirus ed antimalware

  • · tutti i sistemi operativi e le applicazioni utilizzate devono essere sempre aggiornate

  • · attivate il salva schermo, se lavorate in un ambiente in cui anche i familiari possono osservare la vostra attività

  • · non condividete gli URL di incontri virtuali sui social media su altri canali pubblici.


3. Truffe informatiche collegate a COVID 19


Tutti gli enti che tengono sotto controllo la sicurezza digitale hanno registrato, in questo periodo, un drammatico aumento degli attacchi per phishing. Allo stato attuale, occorre diffidare di qualsiasi messaggio di posta elettronica che chieda di controllare e rinnovare le credenziali di accesso, anche se la richiesta sembra provenire da un mittente affidabile. Verificate la credibilità della richiesta, prima di cliccare su collegamenti sospetti o prima di aprire allegati sospetti; diffidate anche di messaggi di posta elettronica spediti da persone che conoscete, se le richieste sono insolite. Effettuate una verifica per telefono, se possibile.


 






Marzo 30, 2020 - FORMAZIONE E-LEARNING

Gentile cliente, con noi la vostra azienda ha l’opportunità di realizzare e anticipare la formazione obbligatoria e programmata in materia di salute e sicurezza.


SICUREZZA E FORMAZIONE S.R.L fornisce moduli formativi in modalità e-learning per l’aggiornamento e la formazione di Datori di lavoro che svolgono le funzioni di Responsabile del servizio di prevenzione e protezione, Lavoratori, Preposti e Dirigenti, in conformità all'art. 37 D.lgs 81/08, agli Accordi Stato Regioni del 7 Luglio 2016.


È possibile approfittare della disponibilità di tempo ed effettuare la formazione, nonostante la situazione di emergenza attuale, senza rinunciare alla qualità dei servizi erogati dalla nostra organizzazione.


Si ricorda che anche il Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid 19 negli ambienti di lavoro del 14 Marzo 2020, siglato dalle parti sociali su invito del Governo, favorisce la formazione in modalità e-learning.


 






Marzo 12, 2020 - EMERGENZA COVID-19: Chiusura Uffici

Gentili Clienti,
l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo si ripercuote anche sulla organizzazione del nostro lavoro e sulle modalità di erogazione dei nostri servizi alle aziende.
In osservanza delle misure igienico-sanitarie previste dal Governo per contrastare e contenere la diffusione del virus dettate dei recenti DPCM , Vi informiamo che a far data da oggi 12 marzo e fino al giorno 25 Marzo (salvo successive disposizioni) i nostri uffici
saranno chiusi al pubblico e le attività verranno svolte da remoto mediante smart-working.
Tutti coloro che vorranno potranno contattarci mediante posta elettronica ai seguenti indirizzi mail:



Informiamo inoltre che resterà sempre attivo il numero telefonico 0342/211357 in modalità "trasferimento di chiamata"

Cordiali Saluti





Marzo 02, 2020 - Coronavirus: Garante Privacy, no a iniziative "fai da te" nella raccolta dei dati




Coronavirus: Garante Privacy, no a iniziative "fai da te" nella raccolta dei dati Soggetti pubblici e privati devono attenersi alle indicazioni del Ministero della salute e delle istituzioni competenti.





L’Ufficio sta ricevendo numerosi quesiti da parte di soggetti pubblici e privati in merito alla possibilità di raccogliere, all’atto della registrazione di visitatori e utenti, informazioni circa la presenza di sintomi da Coronavirus e notizie sugli ultimi spostamenti, come misura di prevenzione dal contagio. Analogamente, datori di lavoro pubblici e privati hanno chiesto al Garante la possibilità di acquisire una “autodichiarazione” da parte dei dipendenti in ordine all’assenza di sintomi influenzali, e vicende relative alla sfera privata.


Al riguardo, si segnala che la normativa d’urgenza adottata nelle ultime settimane prevede che chiunque negli ultimi 14 gg abbia soggiornato nelle zone a rischio epidemiologico, nonché nei comuni individuati dalle più recenti disposizioni normative, debba comunicarlo alla azienda sanitaria territoriale, anche per il tramite del medico di base, che provvederà agli accertamenti previsti come, ad esempio, l’isolamento fiduciario.


I datori di lavoro devono invece astenersi dal raccogliere, a priori e in modo sistematico e generalizzato, anche attraverso specifiche richieste al singolo lavoratore o indagini non consentite, informazioni sulla presenza di eventuali sintomi influenzali del lavoratore e dei suoi contatti più stretti o comunque rientranti nella sfera extra lavorativa.


La finalità di prevenzione dalla diffusione del Coronavirus deve infatti essere svolta da soggetti che istituzionalmente esercitano queste funzioni in modo qualificato.


L’accertamento e la raccolta di informazioni relative ai sintomi tipici del Coronavirus e alle informazioni sui recenti spostamenti di ogni individuo spettano agli operatori sanitari e al sistema attivato dalla protezione civile, che sono gli organi deputati a garantire il rispetto delle regole di sanità pubblica recentemente adottate.


Resta fermo l’obbligo del lavoratore di segnalare al datore di lavoro qualsiasi situazione di pericolo per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro. Al riguardo, il Ministro per la pubblica amministrazione ha recentemente fornito indicazioni operative circa l’obbligo per il dipendente pubblico e per chi opera a vario titolo presso la P.A. di segnalare all’amministrazione di provenire da un’area a rischio. In tale quadro il datore di lavoro può invitare i propri dipendenti a fare, ove necessario, tali comunicazioni agevolando le modalità di inoltro delle stesse, anche predisponendo canali dedicati; permangono altresì i compiti del datore di lavoro relativi alla necessità di comunicare agli organi preposti l’eventuale variazione del rischio “biologico” derivante dal Coronavirus per la salute sul posto di lavoro e gli altri adempimenti connessi alla sorveglianza sanitaria sui lavoratori per il tramite del medico competente, come, ad esempio, la possibilità di sottoporre a una visita straordinaria i lavoratori più esposti.


Nel caso in cui, nel corso dell’attività lavorativa, il dipendente che svolge mansioni a contatto con il pubblico (es. URP, prestazioni allo sportello) venga in relazione con un caso sospetto di Coronavirus, lo stesso, anche tramite il datore di lavoro, provvederà a comunicare la circostanza ai servizi sanitari competenti e ad attenersi alle indicazioni di prevenzione fornite dagli operatori sanitari interpellati.








Le autorità competenti hanno, inoltre, già previsto le misure di prevenzione generale alle quali ciascun titolare dovrà attenersi per assicurare l’accesso dei visitatori a tutti i locali aperti al pubblico nel rispetto delle disposizioni d’urgenza adottate.








Pertanto, il Garante, accogliendo l’invito delle istituzioni competenti a un necessario coordinamento sul territorio nazionale delle misure in materia di Coronavirus, invita tutti i titolari del trattamento ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal Ministero della salute e dalle istituzioni competenti per la prevenzione della diffusione del Coronavirus, senza effettuare iniziative autonome che prevedano la raccolta di dati anche sulla salute di utenti e lavoratori che non siano normativamente previste o disposte dagli organi competenti.












Febbraio 18, 2020 - Controlli privacy della GdF

Si stanno svolgendo  in questi giorni sempre più controlli da parte del nucleo privacy della GdF presso diverse realtà aziendali.


Tra i punti verificati ci sono:


1) struttura ed organizzazione della società;
2) titolarità dei trattamenti;
3) distribuzione delle funzioni;
4) tipologia e natura dei dati (inclusi videosorveglianza e dati biometrici);
5) modalità di acquisizione dei consensi;
6) numero degli interessati;
7) registro dei trattamenti;
8) responsabili (esterni);
9) DPO;
10) lista dei soggetti autorizzati, istruzioni fornite e loro formazione, con messa a disposizione delle eventuali nomine ad incaricati);
11) periodo di conservazione dei dati personali (oppure i criteri);
12) procedure per i diritti degli interessati;
13) comunicazione di dati a terzi, presupposti di legittimità, categorie dei soggetti destinatari e finalità del trattamento dei destinatari;
14) modalità con cui è fornita l'informativa;
15) misure tecniche e organizzative;
16) eventuali certificazioni.


In merito al punto 12 sui diritti degli interessati, la GdF ha approfondito le procedure per dare modo all’interessato di esercitare i propri diritti, chiedendo anche se erano state predisposte procedure automatizzate o cartacee


I controlli hanno avuto durata tra i 3 e 4 giorni.