Maggio 14, 2020 - Obbligo di misurazione della temperatura

Obbligo di misurazione della temperatura- Misure urgenti di contenimento del contagio in Regione Lombardia Ordinanza Regione Lombardia n 546 del 13-05-20

 

Gentili Clienti , 

con la presente ci teniamo ad informarvi  che l'Ordinanza in oggetto ha disposto per tutte le attività lavorative  l'obbligo di adozione delle seguenti misure : 

 

"I datori di lavoro osservano le seguenti prescrizioni:


a) il personale prima dell’accesso al luogo di lavoro deve essere sottoposto al controllo della temperatura corporea da parte del datore di lavoro o suo delegato. Tale previsione deve essere altresì attuata anche qualora durante l’attività il lavoratore dovesse manifestare i sintomi di infezione respiratoria da COVID – 19 (es. tosse, raffreddore, congiuntivite). Se tale temperatura risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito l'accesso o la permanenza ai luoghi di lavoro. Le persone in tale condizione saranno momentaneamente isolate e non dovranno recarsi al Pronto Soccorso e/o nelle infermerie di sede. Il datore di lavoro comunicherà tempestivamente tale circostanza, tramite il medico competente di cui al D.L. n.81/2008 e/o l’ufficio del personale all’ATS territorialmente competente la quale fornirà le opportune indicazioni cui la persona interessata deve attenersi.
b) Si raccomanda fortemente la rilevazione della temperatura anche nei confronti dei clienti/utenti, prima dell’accesso. Se tale temperatura dovesse risultare superiore a 37,5°, non sarà consentito l'accesso alla sede (...) "

 

alla luce di quanto sopra riportato vi raccomandiamo di aggiornare il Vs protocollo nella parte riguardante la misurazione della temperatura dei lavoratori





Aprile 25, 2020 - Protocollo sicurezza 24 aprile 2020

Protocollo sicurezza 24 aprile 2020


Gentili clienti, Ieri è stata sottoscritta l’integrazione al Protocollo del 14 marzo u.s. “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”.


 


Il nuovo Protocollo ribadisce, in primo luogo, che “La prosecuzione delle attività produttive può avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione. La mancata attuazione del Protocollo che non assicuri adeguati livelli di protezione determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza”.


 


In sintesi, gli aspetti più rilevanti del nuovo Protocollo riguardano:



  • si conferma che la misura della temperatura deve avvenire prima dell’accesso al luogo di lavoro, la misura è facoltativa e se la temperatura risulta superiore ai 37,5°, non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro;

  • è obbligatorio l’utilizzo di mascherina per i lavoratori che condividono spazi comuni;

  • è necessario rimodulare gli spazi di lavoro al fine di favorire il massimo distanziamento tra i lavoratori;

  • alla ripresa delle attività è opportuno che sia coinvolto il medico competente per l’identificazione dei soggetti con particolari situazioni di fragilità.


 


Al fine di venire incontro aile esigenze formative dei nostri clienti in questo momento di emergenza sanitaria, abbiamo messo online nella nostra area e-learning dei corsi specifici sul rischio Covid-19  dove vengono trattate le procedure anticontagio, la sanificazione degli ambienti di lavoro ed il corretto uso dei DPI.



Allegati:
integrazione_protocollo_cornavirus_24-04-20.pdf


Aprile 15, 2020 - ANNULLAMENTO CORSI

Gentili clienti


Vi comunichiamo che, a seguito delle disposizione decise dal Governo, per far fronte all'emergenza sanitaria relative al COVID-19 , tutti i corsi di formazione programmati fino al 5 Maggio verranno annullati.


Ci scusiamo per il disagio arrecatovi.


#iorestoacasa


È possibile approfittare della disponibilità di tempo ed effettuare la formazione, nonostante la situazione di emergenza attuale, senza rinunciare alla qualità dei servizi erogati dalla nostra organizzazione. Si ricorda che anche il Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid 19 negli ambienti di lavoro, siglato dalle parti sociali su invito del Governo, favorisce la formazione in modalità e-learning.


Vi invitiamo quindi a consultare la sezione del nostro sito relativa ai corsi e-learning


 






Marzo 30, 2020 - Smart Working - Sicurezza Informatica

Gentile cliente


l’emergenza coronavirus ha contribuito a “sdoganare” lo smart working. In molti casi, tuttavia, visto lo stato di contingenza, le aziende potrebbero non aver prestato la dovuta attenzione agli aspetti legati alla cyber security e alla protezione dati personali.


Le aziende più “strutturate” che hanno già adottato un regime di smart working, hanno strumenti per rispondere pienamente a tutte le necessità di questa modalità lavorativa. Hanno cioè dotato i dipendenti di dispositivi appositamente predisposti, con applicativi pronti per una fruizione remota, dispositivi telefonici virtuali (software) adeguati allo scopo, se non finanche di portali per la gestione del tempo lavorativo (rilevazione presenze, ecc.), in un contesto gestito in modo formalmente ineccepibile.


Molte altre aziende, invece, hanno sperimentato il ricorso all’attività lavorativa in remoto in casi sporadici e non l’hanno pertanto mai regolamentata a sufficienza, dal punto di vista informatico, pensando, cioè, ai risvolti di sicurezza e all’uso di strumenti idonei.


I più stanno, quindi, spingendo i dipendenti all’attività in smart working senza avere idea di come affrontare in modo serio la questione, mettendo di fatto a rischio i dati aziendali.


 


L’ENISA, l’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione, ha reso disponibili alcune raccomandazioni per datori di lavoro e dipendenti utili in caso di smart working e telelavoro.


Il rispetto di queste raccomandazioni per una maggiore sicurezza dei sistemi informatici a disposizione, permetterà di raggiungere un livello soddisfacente di sicurezza, quando si lavora a distanza.


 


1. Raccomandazioni per i datori di lavoro



  • · accertatevi che le caratteristiche tecniche e le protezioni della rete VPN aziendale siano in grado di sostenere un elevato numero di collegamenti simultanei

  • · mettete a disposizione un sistema di videoconferenze per i clienti aziendali, con capacità audio e video

  • · tutti gli applicativi aziendali devono essere accessibili solo tramite canali di comunicazione cifrati, come ad esempio SSL VPN e IPSec VPN

  • · l’accesso alle applicazioni deve essere salvaguardato utilizzando sistemi di autentica a più fattori

  • · impedite il collegamento diretto ad Internet di interfacce remote di accesso al sistema, come RPD

  • · si raccomanda di usare sistemi di autentica mutua in fase di accesso a sistemi aziendali, vale a dire client to server e server to client

  • · per quanto possibile, fornite apparati informatici aziendali ai dipendenti in smart working. Prima di consegnarli, accertatevi che il software di sicurezza sia aggiornato e che tutti i dipendenti si accertino di effettuare regolari e tempestivi aggiornamenti afferenti alla sicurezza. Si raccomanda anche di avere a disposizione uno schema rapido di sostituzione di apparati in avaria

  • · apparati personali utilizzati come BYOD - bring your on device, come laptop aziendali e smartphone, devono essere verificati a livello di sicurezza, utilizzando appropriate piattaforme,

  • · accertatevi che vi siano sufficienti risorse IT per offrire assistenza ai dipendenti in smart working o rimediare tempestivamente a problemi tecnici

  • · accertatevi di aver aggiornato le procedure per fronteggiare incidenti afferenti alla sicurezza e violazione dei dati e che i dipendenti siano stati aggiornati su questi temi

  • · accertatevi che ogni trattamento di dati effettuato nel contesto di smart working sia conforme alle vigenti disposizioni afferenti alla protezione dei dati personali


2. Raccomandazioni per i dipendenti in smart working



  • · se possibile, utilizzate computer aziendali invece che computer personali. Per quanto possibile, non svolgete sullo stesso computer attività di smart working e attività personali; fate particolare attenzione a qualsiasi messaggio di posta elettronica che faccia riferimento al coronavirus

  • · collegatevi via Internet utilizzando una rete sicura; evitate reti aperte o gratuite. In genere, i moderni sistemi Wi-Fi a casa sono sufficientemente sicuri, ma potrebbero essere presenti installazioni meno recenti e meno sicure. Quando la connessione non è sicura, una persona che si trova nelle vicinanze può accedere alla rete e può non solo monitorare il vostro traffico, ma anche alterarlo. Il rischio aumenta per il fatto che un lungo periodo di utilizzo della rete domestica accresce la possibilità di intercettazione. Accertarsi di avere sempre attivato gli applicativi di criptografia, debitamente aggiornati

  • · evitate, per quanto possibile, lo scambio di informazioni critiche aziendali attraverso posta elettronica, smistata su reti non sicure

  • · per quanto possibile, usate risorse intranet aziendali per scambiare file di lavoro

  • · fate particolare attenzione a qualsiasi messaggio di posta elettronica, che fa riferimento al coronavirus, in quanto in questi messaggi si possono celare tentativi di phishing o di truffe informatiche di vario tipo. In caso di dubbio, prendete sempre contatto con il responsabile della sicurezza informatica aziendale

  • · i dati che vengono scaricati su archivi di memoria locali devono essere sempre crittografati, come protezione da furto o perdita dell’apparato

  • · mantenete sempre aggiornato ogni applicativo antivirus ed antimalware

  • · tutti i sistemi operativi e le applicazioni utilizzate devono essere sempre aggiornate

  • · attivate il salva schermo, se lavorate in un ambiente in cui anche i familiari possono osservare la vostra attività

  • · non condividete gli URL di incontri virtuali sui social media su altri canali pubblici.


3. Truffe informatiche collegate a COVID 19


Tutti gli enti che tengono sotto controllo la sicurezza digitale hanno registrato, in questo periodo, un drammatico aumento degli attacchi per phishing. Allo stato attuale, occorre diffidare di qualsiasi messaggio di posta elettronica che chieda di controllare e rinnovare le credenziali di accesso, anche se la richiesta sembra provenire da un mittente affidabile. Verificate la credibilità della richiesta, prima di cliccare su collegamenti sospetti o prima di aprire allegati sospetti; diffidate anche di messaggi di posta elettronica spediti da persone che conoscete, se le richieste sono insolite. Effettuate una verifica per telefono, se possibile.


 






Marzo 30, 2020 - FORMAZIONE E-LEARNING

Gentile cliente, con noi la vostra azienda ha l’opportunità di realizzare e anticipare la formazione obbligatoria e programmata in materia di salute e sicurezza.


SICUREZZA E FORMAZIONE S.R.L fornisce moduli formativi in modalità e-learning per l’aggiornamento e la formazione di Datori di lavoro che svolgono le funzioni di Responsabile del servizio di prevenzione e protezione, Lavoratori, Preposti e Dirigenti, in conformità all'art. 37 D.lgs 81/08, agli Accordi Stato Regioni del 7 Luglio 2016.


È possibile approfittare della disponibilità di tempo ed effettuare la formazione, nonostante la situazione di emergenza attuale, senza rinunciare alla qualità dei servizi erogati dalla nostra organizzazione.


Si ricorda che anche il Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid 19 negli ambienti di lavoro del 14 Marzo 2020, siglato dalle parti sociali su invito del Governo, favorisce la formazione in modalità e-learning.


 






Marzo 12, 2020 - EMERGENZA COVID-19: Chiusura Uffici

Gentili Clienti,
l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo si ripercuote anche sulla organizzazione del nostro lavoro e sulle modalità di erogazione dei nostri servizi alle aziende.
In osservanza delle misure igienico-sanitarie previste dal Governo per contrastare e contenere la diffusione del virus dettate dei recenti DPCM , Vi informiamo che a far data da oggi 12 marzo e fino al giorno 25 Marzo (salvo successive disposizioni) i nostri uffici
saranno chiusi al pubblico e le attività verranno svolte da remoto mediante smart-working.
Tutti coloro che vorranno potranno contattarci mediante posta elettronica ai seguenti indirizzi mail:



Informiamo inoltre che resterà sempre attivo il numero telefonico 0342/211357 in modalità "trasferimento di chiamata"

Cordiali Saluti





Marzo 02, 2020 - Coronavirus: Garante Privacy, no a iniziative "fai da te" nella raccolta dei dati




Coronavirus: Garante Privacy, no a iniziative "fai da te" nella raccolta dei dati Soggetti pubblici e privati devono attenersi alle indicazioni del Ministero della salute e delle istituzioni competenti.





L’Ufficio sta ricevendo numerosi quesiti da parte di soggetti pubblici e privati in merito alla possibilità di raccogliere, all’atto della registrazione di visitatori e utenti, informazioni circa la presenza di sintomi da Coronavirus e notizie sugli ultimi spostamenti, come misura di prevenzione dal contagio. Analogamente, datori di lavoro pubblici e privati hanno chiesto al Garante la possibilità di acquisire una “autodichiarazione” da parte dei dipendenti in ordine all’assenza di sintomi influenzali, e vicende relative alla sfera privata.


Al riguardo, si segnala che la normativa d’urgenza adottata nelle ultime settimane prevede che chiunque negli ultimi 14 gg abbia soggiornato nelle zone a rischio epidemiologico, nonché nei comuni individuati dalle più recenti disposizioni normative, debba comunicarlo alla azienda sanitaria territoriale, anche per il tramite del medico di base, che provvederà agli accertamenti previsti come, ad esempio, l’isolamento fiduciario.


I datori di lavoro devono invece astenersi dal raccogliere, a priori e in modo sistematico e generalizzato, anche attraverso specifiche richieste al singolo lavoratore o indagini non consentite, informazioni sulla presenza di eventuali sintomi influenzali del lavoratore e dei suoi contatti più stretti o comunque rientranti nella sfera extra lavorativa.


La finalità di prevenzione dalla diffusione del Coronavirus deve infatti essere svolta da soggetti che istituzionalmente esercitano queste funzioni in modo qualificato.


L’accertamento e la raccolta di informazioni relative ai sintomi tipici del Coronavirus e alle informazioni sui recenti spostamenti di ogni individuo spettano agli operatori sanitari e al sistema attivato dalla protezione civile, che sono gli organi deputati a garantire il rispetto delle regole di sanità pubblica recentemente adottate.


Resta fermo l’obbligo del lavoratore di segnalare al datore di lavoro qualsiasi situazione di pericolo per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro. Al riguardo, il Ministro per la pubblica amministrazione ha recentemente fornito indicazioni operative circa l’obbligo per il dipendente pubblico e per chi opera a vario titolo presso la P.A. di segnalare all’amministrazione di provenire da un’area a rischio. In tale quadro il datore di lavoro può invitare i propri dipendenti a fare, ove necessario, tali comunicazioni agevolando le modalità di inoltro delle stesse, anche predisponendo canali dedicati; permangono altresì i compiti del datore di lavoro relativi alla necessità di comunicare agli organi preposti l’eventuale variazione del rischio “biologico” derivante dal Coronavirus per la salute sul posto di lavoro e gli altri adempimenti connessi alla sorveglianza sanitaria sui lavoratori per il tramite del medico competente, come, ad esempio, la possibilità di sottoporre a una visita straordinaria i lavoratori più esposti.


Nel caso in cui, nel corso dell’attività lavorativa, il dipendente che svolge mansioni a contatto con il pubblico (es. URP, prestazioni allo sportello) venga in relazione con un caso sospetto di Coronavirus, lo stesso, anche tramite il datore di lavoro, provvederà a comunicare la circostanza ai servizi sanitari competenti e ad attenersi alle indicazioni di prevenzione fornite dagli operatori sanitari interpellati.








Le autorità competenti hanno, inoltre, già previsto le misure di prevenzione generale alle quali ciascun titolare dovrà attenersi per assicurare l’accesso dei visitatori a tutti i locali aperti al pubblico nel rispetto delle disposizioni d’urgenza adottate.








Pertanto, il Garante, accogliendo l’invito delle istituzioni competenti a un necessario coordinamento sul territorio nazionale delle misure in materia di Coronavirus, invita tutti i titolari del trattamento ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal Ministero della salute e dalle istituzioni competenti per la prevenzione della diffusione del Coronavirus, senza effettuare iniziative autonome che prevedano la raccolta di dati anche sulla salute di utenti e lavoratori che non siano normativamente previste o disposte dagli organi competenti.












Febbraio 18, 2020 - Controlli privacy della GdF

Si stanno svolgendo  in questi giorni sempre più controlli da parte del nucleo privacy della GdF presso diverse realtà aziendali.


Tra i punti verificati ci sono:


1) struttura ed organizzazione della società;
2) titolarità dei trattamenti;
3) distribuzione delle funzioni;
4) tipologia e natura dei dati (inclusi videosorveglianza e dati biometrici);
5) modalità di acquisizione dei consensi;
6) numero degli interessati;
7) registro dei trattamenti;
8) responsabili (esterni);
9) DPO;
10) lista dei soggetti autorizzati, istruzioni fornite e loro formazione, con messa a disposizione delle eventuali nomine ad incaricati);
11) periodo di conservazione dei dati personali (oppure i criteri);
12) procedure per i diritti degli interessati;
13) comunicazione di dati a terzi, presupposti di legittimità, categorie dei soggetti destinatari e finalità del trattamento dei destinatari;
14) modalità con cui è fornita l'informativa;
15) misure tecniche e organizzative;
16) eventuali certificazioni.


In merito al punto 12 sui diritti degli interessati, la GdF ha approfondito le procedure per dare modo all’interessato di esercitare i propri diritti, chiedendo anche se erano state predisposte procedure automatizzate o cartacee


I controlli hanno avuto durata tra i 3 e 4 giorni.






Febbraio 18, 2019 - DM 22 Gennaio 2019 - Cantieri stradali

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.37 del 13 febbraio 2019 il decreto del Ministero del Lavoro del 22 gennaio 2019 Individuazione della procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare. Decreto che individua i criteri generali di sicurezza ai sensi dell’art. 161, comma 2-bis, del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. In vigore a trenta giorni dalla pubblicazione i Gazzetta e revisionato almeno ogni tre anni.


Il provvedimento è stato pubblicato per aggiornare il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della salute e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 4 marzo 2013” che viene abrogato. Si applica alle attività per il segnalamento temporaneo indicate dall’articolo 2 del disciplinare tecnico del Ministero dei Trasporti del 10 luglio 2012.


Riporta criteri per l’apposizione della segnaletica stradale, per la formazione e per l’uso corretto dei Dpi con le relative indicazioni dettagliate sulla posa in sicurezza e sulla formazione inserite negli allegati I e I.


Le procedure di apposizione della segnaletica per la delimitazione di cantieri stradali in presenza di traffico veicolare (allegato I) interessano i gestori delle infrastrutture e le imprese appaltatrici esecutrici o affidatarie che devono evidenziarne l’avvenuto utilizzo nei documenti previsti dagli articoli 17, 26, 96 e 100 del decreto legislativo n. 81 del 2008. Possono utilizzare tali criteri o altri equivalenti “per le situazioni non disciplinate nel medesimo allegato”.


I datori di lavoro del gestore e delle imprese devono assicurare formazione informazione e addestramento degli addetti all’attività di apposizione, integrazione e rimozione della segnaletica, seguendo le disposizioni previste dal secondo allegato.


Gli aspetti trattati dall’allegato I Criteri minimi per la posa, il mantenimento e la rimozione della segnaletica di delimitazione e di segnalazione delle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare sono:


Criteri generali di sicurezza;
Spostamento a piedi;
Veicoli operativi;
Entrata ed uscita dal cantiere;
Situazioni di emergenza;
Segnalazione e delimitazione di cantieri fissi;
Segnalazione di interventi all’interno di gallerie con una corsia per senso di marcia.
L’allegato II Schema di corsi di formazione per preposti e lavoratori, addetti alle attività di pianificazione, controllo e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgano in presenza di traffico veicolare:


Destinatari dei corsi. Soggetti formatori e sistema di accreditamento;
Requisiti dei docenti;
Organizzazione dei corsi di formazione;
Articolazione e contenuti del percorso formativo;
Sedi della formazione;
Metodologia didattica;
Valutazione e verifica dell’apprendimento;
Modulo di aggiornamento;
Registrazione sul fascicolo informatico del lavoratore.
I Dpi sono trattati nell’articolo 4 e devono essere conformi al Titolo III del decreto legislativo n. 81 del 2008, con ulteriori previsioni per le diverse categorie stradali, norme specifiche e decreti inerenti. Lo stesso articolo 4 riporta istruzioni per la segnalazione dei veicoli; “la segnaletica della zona di intervento deve avere le caratteristiche di cui all’art. 3 del disciplinare tecnico approvato con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 10 luglio 2002”.


Entro 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto devono essere definiti i criteri per la raccolta dei dati sugli infortuni nelle attività lavorative in oggetto. Definiti da Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, Inail e soggetti preposti al controllo della circolazione stradale.


   Gazzetta Ufficiale






Marzo 06, 2018 - Pubblicazione ISO 45001

La nuova norma ISO 45001 “Occupational Health & Safety Management Systems – Requirements with guidance for use” è la prima norma ISO certificabile sui Sistemi di Gestione per la salute e sicurezza sul lavoro.


La ISO 45001 sarà pubblicata il 12 marzo 2018. La data è stata comunicata dall'ISO sul proprio sito.


Per quanto riguarda il recepimento della norma in Italia, l'UNI ha precisato in una sua nota di essersi già attivata per adottare la ISO 45001, la quale dovrebbe essere recepita con alcune note di chiarimento, che facciano espressamente riferimento alla legislazione italiana. In questo modo, come previsto dalla stessa ISO 45001, sarà salvaguardato il soddisfacimento dei requisiti legali vigenti in Italia.


Ricordiamo che, nel mese di gennaio 2018, lo IAF (International Accreditation Forum) ha rilasciato due importanti documenti:


IAF MD 21:2018, contenente le indicazioni per la migrazione alla ISO 45001:2018 dalla OHSAS 18001:2007
IAF MD 22:2018, per l'applicazione coerente della ISO/IEC 17021-1 per l'accreditamento degli Organismi di Certificazione che forniscono la certificazione dei sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro